Cari lettori,
ci risiamo. Ogni
volta che tentiamo di stare un po’ tranquilli e di goderci un po’ di sole ecco
che puntualmente i nostri cari amministratori ci offrono dell’ottimo materiale
su cui possiamo dibattere. Ma quando ci mandate un po’ in vacanza?
Comunque dopo
tre mesi di amministrazione gli amici del “Cuore popolare”, che fino ad ora,
neanche lo facessero apposta, non ne hanno azzeccata una, hanno avuto un altro colpo di genio. E ora vi racconto di che si tratta.
Subito dopo le elezioni, il sindaco e l’amministrazione comunale iniziarono a
lanciare il famoso “may day may day” sulla situazione dei conti del comune di
Raviscanina. Infatti, già dal primo consiglio, il sindaco annunciava: “ma ca
stamm’for ca cap? anche le mie figlie mò dicn tu si pazz, che vuliss pavà tu e
riebt c’ann fatt l’att?" (in Italiano: “Ma qui stiamo fuori di testa? Me lo
dicono anche le mie figlie che sono pazzo, mica vorresti pagare tu i debiti che
hanno contratto gli altri?).
Quindi avevamo capito tutti che la situazione era
abbastanza critica, d’altro canto la crisi economica non ha risparmiato
nessuno, a maggior ragione gli enti pubblici. Ma un segnale in quella serata il
sindaco lo diede. Fece le nomine dell’assessore al bilancio, “esterno”, e del
vice sindaco, rinfrancando il popolo dicendo che per la grave situazione
trovata c’era bisogno di persone esperte cui tutti dovevamo confidare.
I nostri
dubbi in merito erano tanti, e lo abbiamo anche esternato dalle pagine del
blog. Come al solito non ci sbagliavamo. A due mesi di distanza sapete cosa
hanno fatto gli esperti, con il beneplacito del sindaco naturalmente? Se i conti sono in rosso non c’è altro modo
per risanarli, visto che il sindaco non può rispondere (glielo hanno detto anche
le figlie) e visto che si sono “spremuti le meningi” per avere qualche idea da
attuare, ma alla fine sono giunti ad una triste conclusione (a cui poteva
arrivare anche un gatto se messo al posto loro): a risanare i conti del comune
di Raviscanina dobbiamo essere noi raviscaninesi.
Sono andati a cercare chi non
pagava le utenze comunali (acqua ed
immondizia), e come apprendo, restandone allibito, dal blog ufficiale di
“Cuore Popolare”, per giunta, la lista dei nomi è stata fatta visionare a
persone non appartenenti all’amministrazione comunale (sul punto con molta
probabilità verrà fatta una raccolta di firme dove sarà inoltrata una denuncia
ufficiale alla procura della repubblica verso l’amministrazione comunale per
violazione della privacy) sono circa 65 famiglie a risultare morose, e i cui
nomi sono sulla bocca di tutti (questo non è successo neanche nei paesi delle
dittature militari). Sulla questione vi terremo informati.
Cari lettori,
possiamo passare tranquillamente ai commenti.
Ma come può un ente pubblico, che sta attuando il volontariato per la
manutenzione ordinaria del paese perché
non si batte cassa, pretendere che i
Raviscaninesi possano avere i soldi per salvargli il “didietro”? L'anarchia vale soltanto quando fa comodo a voi? La maggior parte di noi lavora
alla giornata e riesce a mala pena a
tirare avanti la propria famiglia. Qui si vive a stento e voi, che parlate di
vergogna, non vi vergognate a mandarci queste lettere? Cosa pretendete da noi
poveri raviscaninesi? Mica la colpa è nostra se la metà del paese (oggi molto
più della metà, circa il 70% della popolazione) non vi vuole come
amministratori?
A questo punto
faccio il mio personale invito a tutta la gente che ha ricevuto le buste: per
ragioni di consistenza e di durezza della carta utilizzata, visto che non
possiamo usarla per il bagno, invito a fare una bella raccomandata e restituire
il tutto al mittente, con sopra una bella scritta: IL BUCO ECONOMICO, SE C’E’,
FATELO PAGARE AI RESPONSABILI, E VOI, NEL BENE O NEL MALE, NE SAPETE QUALCOSA.
E inviterei le
persone che ancora pagano le utenze a non versare più un euro nelle casse
comunali, ASTENSIONISMO FISCALE.
Le tasse ve le paghiamo quando manterrete le
promesse fatte, una tra tutte l’abbassamento della percentuale applicata sulle
utenze (la più alta di tutti i comuni
limitrofi), oppure pretendete che prima paghiamo e poi forse le abbassate?
Prima di allora, fate una cosa, andate a lavorare, magari sotto il sole (oggi
il termometro registrava circa 44 gradi), fate come facciamo noi per mantenere
le nostre famiglie, producete e pagate, solo così potrete cercare di arginare
la crisi che avete presumibilmente trovato e di cui, se non erro, molti di voi
sono corresponsabili.
Antonello Ordani

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