Cari lettori,
quando nel 1988
dalla Piazza di Raviscanina Pierangelo Bertoli intonava le sue canzoni sembrava
che il nostro Paese fosse proiettato nel futuro, fosse un paese che voleva
riprendersi la sua fetta di storia, la sua rivalsa ed entrare negli anni
novanta con la consapevolezza di essere pronto ad affrontare il buio che si
prospettava all’orizzonte. Nessuno di noi poteva immaginare invece quello che
stava per succedere. Stava per succedere che invece di andare avanti lentamente
si iniziò ad andare indietro. Indietro con nessuna possibilità di poter fermare
la storia. La storia andò avanti nel peggior modo possibile. Nel modo più
strano possibile. Sono passati 25 anni da allora. Dopo 25 anni ieri sera la storia
sembra essersi fermata. Infatti, con molto stupore da parte dei presenti, in
Piazza Umberto I, Antonio De Cristofano, candidato della lista n. 1 “Cuore
Popolare”, nel suo comizio ha sfoderato alcune stoccate sia contro i candidati
della lista n. 2 “Raviscanina Libera” che contro alcune questioni riguardanti i
nostri, i miei, interventi sul blog, sia riaprendo la questione della famosa
vicenda di Pierangelo Bertoli nel 1988.
Per quanto riguarda i primi, non ho nulla da dire, si difenderanno
benissimo da soli nei comizi o in ogni luogo che riterranno opportuno. Per
quanto mi riguarda spendo poche parole, dal blog, come sono abituato a fare,
tentando di essere diretto e preciso. Dall’accusa di “negazionista” per quanto
riguarda la vita e la nascita di Celestino V mi difendo rimandando chiunque lo
volesse alla lettura degli interventi fatti dalle pagine del blog. Non ho mai
negato nulla, ho solo riportato alcune tesi e studi condotti da altri storici
che non vedono (tramite le fonti da loro consultate) la possibilità che il papa
del “gran rifiuto” potesse essere nato nel nostro comune. Ho fatto
informazione. Informazione documentata e non di parte. Poi ha continuato ed ha
affermato che dalle pagine blog si è detto male della squadra di calcio, delle
attività culturali del paese e che non abbiamo mosso mai un dito nel fare
qualcosa per il Paese. Niente di più falso. E anche questo è scritto se
sfogliate le pagine del blog. Oltre questo, cito solo alcune cose in cui mi
sono trovato a partecipare. Ho organizzato nel 2006 un calcetto con altri amici
presso il complesso sportivo “La Pinetina” di proprietà della famiglia De Cristofano. Ho partecipato nella squadra
di calcio, ho dato una mano nelle associazioni culturali e nelle attività
ricreative di ogni genere. Ho lottato sempre nella stessa direzione, sempre con
chi aveva voglia di fare, non sono mai stato il disfattista di niente. E anche
questo lo posso documentare e lo possono testimoniare le persone che hanno
partecipato insieme a me. In tutte queste attività ricordo diverse persone,
ricordo molti amici, molti conoscenti, ma non ricordo la tua partecipazione. E’
un caso? Poi sul finire dell’intervento c’è il clamoroso caso della storica
questione di Pierangelo Bertoli nel 1988. Quello che è stato detto su quella
questione è cosa molto nota ai più, tante furono le strumentalizzazioni
(politiche e non), molte cose vere e tante falsità. Ieri sera è stata riaperta
la questione. Caro dottor Anastasio Napoletano, se dovesse avere
tempo spieghi al suo candidato come andarono le cose. Spieghi che quei famosi
10 milioni di lire da anticipare al rappresentante dell’artista furono garantiti
con due assegni. Un assegno suo, e uno di Ludovico Ordani. Cinque milioni
ciascuno. Cinque milioni che rientrarono sui conti correnti la settimana
successiva. Nessuno ci apprezzò nulla. I disaccordi che avevate con il sindaco
dell’epoca portarono Lei e l’assessore Ordani a mettere mano al portafogli e
far esibire il grandissimo Bertoli in Piazza Umberto I. Spieghi anche che
nessuno l’ha mai definita un forestiero, né allora né oggi, e né tantomeno le
persone che, a distanza di tanti anni, nonostante la grande esperienza condivisa
con lei sul finire degli anni ’80, oggi faranno scelte diverse. E si renderà
conto molto presto anche Lei del perché di queste scelte. Intanto caro Antonio,
se questo tentativo e questi affondi ti fossero serviti a fermare la storia e a
ritornare al 1988 forse ne sarebbe valsa anche la pena. Purtroppo non è così.
Di quell’epoca resta solo la canzone,
che vi invito ad ascoltare e riascoltare, e tanti ricordi. “A MUSO
DURO”, questa è la nostra vita, questo è il nostro impegno. Purtroppo non si
può dire lo stesso di voi.
Buon lavoro a
tutti.
Antonello Ordani
Nessun commento:
Posta un commento
Sono vietati commenti offensivi e che possano ledere la dignità dell'individuo.