NAVE SENZA NOCCHIERE




Cari lettori,
"nave senza nocchiero in gran tempesta …”, questa mi sembra la frase più adatta per esprimere la situazione in cui, a pochi giorni dalla presentazione delle liste, versa il nostro paese.
Poche le certezze, tanti dubbi, toto – nomine vere o presunte e tante partenze, molti ritorni e soprattutto tanti giri di valzer per ultimare le “presunte” liste.
Uno spettacolo particolare cui ogni cinque anni siamo chiamati, nostro malgrado, ad assistere.

Per non parlare, poi,  delle dichiarazioni che alcuni “candidabili” fanno ai giornali locali.  Addirittura qualcuno, pur stando nel pieno delle trattative in tutte le direzioni possibili (Masiello, Napoletano, terza lista?), ha dichiarato di non far più politica e di restare fuori da questa tornata elettorale.

E c’è di più: addirittura due consiglieri di minoranza (tra cui uno dei due capigruppo) hanno fatto mettere a verbale dal segretario comunale la loro intenzione di non volersi più candidare, lasciando sbigottiti il resto dei consiglieri, il pubblico uditore e lo stesso segretario, che di quella dichiarazione non sapeva proprio cosa fare. Sarebbe stato bello se il resto dei consiglieri avesse fatto mettere a verbale la frase: “E al popolo che je frega?”.

Eppure, cosa molto strana, le voci che circolano sono ben diverse. Sembra che “frate Francesco” e il suo compagno siano già partiti per “Babilonia” a “predicare” con il “Gran sultano”. E il “Gran sultano” ha ascoltato, riservandosi la risposta. E poi sempre i due amici starebbero proponendo la loro candidatura anche al gruppo della “Fabbrica della buona politica”. Si salverebbe dalle proposte solo Napoletano, visto che la sua compagine ha annunciato il candidato sindaco con diversi mesi di anticipo. Perché, cosa molto importante, per il gruppo che volesse accettare il loro ingresso, uno dei due dovrebbe essere candidato sindaco (l’altro è stato già candidato alla carica di sindaco cinque anni fa).

Niente di nuovo quindi in questi giorni, solo un inutile “vociare” e un inutile miscuglio dei soliti personaggi, che anche in questa tornata elettorale si propongono come amministratori del nostro comune. I campioni in carica sono senza elementi (salvo una buona campagna “acquisti” dell’ultim’ora), gli “scissionisti” sembra che vadano benino e il gruppo della “Fabbrica della buona politica”, partito con un concetto di Democrazia dal basso,  dovrebbe tornare alla formazione originale di cinque anni fa con il rientro dei due “mendicanti”in caso di mancato accordo col “sultano di Babilonia”, e con tanti saluti alla democrazia dal basso e al pluralismo. 

Meno male che la nostra Costituzione ha garantito il diritto all’astensione.

“Ahi serva Raviscanina, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province ma bordello”.


Antonello Ordani





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