Cari lettori,
chi di voi non conosce la famosa poesia di Antonio De Curtis in arte
Totò ispirata al giorno della commemorazione dei defunti?
Nella notte in cui secondo un’antica diceria popolare lo spirito dei
cari estinti potrebbe abbandonare la tomba e recarsi a casa dei propri cari, si
incontrano nel cimitero di Napoli lo spirito del nobile marchese signore di
Rovigo e di Belluno, ardimentoso eroe di mille imprese e il malcapitato
Esposito Gennaro netturbino, vicino di tomba del nobile signore.
Una pietra miliare nella nostra letteratura contemporanea, cui rimando
i pochi che non la conoscono a farne visione.
Comunque, nel giorno dei defunti e in tutto il mese di novembre, ognuno
di noi si reca al cimitero a far visita ai propri cari.
E come è giusto che sia ci si dedica più che mai all’abbellimento delle tombe.
Qui a Raviscanina, ad esempio, l’impresa elettrica del comune si è
messa a disposizione della cittadinanza per provvedere a installare la lampada
votiva davanti alle tombe. Con un piccolo contributo di 10 euro ognuno di noi
ha potuto avere la lampada davanti alla tomba dei propri cari.
Sembrerebbe che alcuni consiglieri comunali (ahi noi ancora in carica)
abbiano fatto abbellire le tombe con diverse lampade ma, nel momento di dare il
contributo richiesto, pare abbiano risposto ‘picche’.
Cari lettori,
questi personaggi che già imperversano in piazza per iniziare la solita
bagarre pre-elettorale concepiscono la cosa pubblica in questo modo.
Usufruiscono anche dei ragazzi che han lavorato il 2 novembre per le
luci votive al cimitero visto che probabilmente per loro ciò che è loro è loro
è ciò che è pubblico è sempre loro
(questo il loro concetto di proprietà?).
Mi auguro, cari lettori, che vi ricordiate di tutto questo nel momento
in cui questi personaggi entreranno nelle vostre case per cercare il voto che servirà loro per continuare a fare ‘tabula
rasa’ della cosa pubblica.
Antonello Ordani
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