LA CONTINUITA' IMMOBILE



I dati emersi dal consiglio comunale tenutosi lo scorso giovedì sono ulteriori indizi per una prova che sta diventando sempre più inconfutabile: Raviscanina è un paese fermo. Immobile.

Si approvava il bilancio, e lo stesso è stato approvato mantenendo tutte le anomalie e le brutture dello scorso anno. Più qualcuna nuova, ovviamente, come l'aumento della spesa per la rimozione dei rifiuti, salita a duecentomila euro. D'altronde, un servizio così perfetto merita un lauto aumento di budget. Pensiamo all'area del campo sportivo, un vero prodigio di efficienza e pulizia. Cosa saranno mai, in tempo di crisi economica, quattrocento milioni delle vecchie lire, se il risultato è così soddisfacente?

E un prestito? Un prestito di poco, diciamo centomila euro (qualche spicciolo, giusto per gradire) per il piano regolatore lo vogliamo chiedere? E chiediamolo! Qualcuno mi fa notare che non si chiama più piano regolatore ma P.U.C. (Piano Urbanistico Comunale). E sì, la nomenclatura nuova è importante, perchè quando c'era quella vecchia sono stati buttati dalla finestra, pardon, spesi fruttuosamente, circa duecentocinquanta milioni di lire. Il sindaco però precisa che non si tratta di prestito ma "di una forma di finanziamento che impone di restituire la somma finanziata". Un po' come quando il professore ti boccia all'esame e i tuoi genitori ti rompono i maroni perchè sei stato bocciato: "ma guardate, non è come credete, non sono stato bocciato, solo che il professore mi ha consigliato di prepararmi meglio e presentarmi al prossimo appello". Più o meno il senso è questo.

Per non parlare del confronto in aula. Tutto procede molto stancamente: se non fosse per la passione reale del solito combattente De Sisto (a volte sicuramente scorretto, ma ancora inavvicinato sui contenuti), ci sarebbe da dormire profondamente, in sala consiliare. E' oggettivamente l'unico consigliere che dà quantomeno la parvenza di interessarsi della cosa pubblica. E chi, svegliandosi per qualche secondo dal letargo, attacca accusandolo di procedere per illazioni, guarda caso riesce a formulare repliche fondate solo ed esclusivamente su illazioni a propria volta. Quando la coerenza è di casa...

In conclusione, credo che la crisi della politica di cui spesso si sente parlare in tv in merito al governo centrale, si rifletta inesorabilmente anche sulle più piccole realtà, come Raviscanina. Un paese dove si commettono, anno dopo anno da decine di anni, le medesime scelleratezze. Ricordo i comizi del 1994: si parlava di piano regolatore e sprechi. Sono passati sedici anni: gli argomenti e i protagonisti sono sempre gli stessi. Nel segno della continuità. Una continuità immobile.

gVn

In foto: Francesco Queirolo, Il Disinganno, Museo Cappella Sansevero, Napoli.

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