
La congenialità delle elezioni e, se vogliamo, il fascino di esse è in quel filo sottilissimo che separa l'opinabile dalla certezza. E' affascinante osservare come le promesse, i comizi, le campagne elettorali serrate poi sfocino (e talvolta naufraghino) nella certezza del dato elettorale. Nel risultato, insomma. Io amo molto la polemica, il confronto, le idee ma -chi mi conosce lo sa- sono particolarmente attratto anche dal "risultato finale", dal compimento concreto e obbligatorio senza il quale le parole, così importanti e profonde, produrrebbero solo altre parole, perdendo di fatto il loro intenso significato.
E oggi voglio parlare proprio di dati, date e numeri, analizzando concretamente la disfatta elettorale del sindaco Masiello.
Dopo la vittoria facile del 2003 alle elezioni comunali (190 voti di scarto sulla lista Forza Pares del dott. Castrillo), nel 2005 comincia la scalata alla poltrona del consiglio provinciale da parte del nostro sindaco, che si candida con la (fu) Margherita ottenendo 1899 voti in totale, 559 dei quali provenienti da Raviscanina. Troppo poco, ed Ermanno va incontro alla sua prima batosta elettorale: non eletto.
Tutto continua ad essere facile, però, tra le mura amiche della Rupe e nel 2008, precisamente nelle elezioni comunali del 13 aprile, la coalizione Libertà e progresso demolisce la lista avversaria (Insieme per Raviscanina) ottenendo numero 728 voti contro 378. Uno scarto così ampio, a Raviscanina, non si era mai visto.
Dopo quella valanga di voti, la scalata provinciale del 2010 si profila operazione molto più realistica per il sindaco: il risultato del 2005 infatti, seppur fallimentare, era figlio di un'ovvia inesperienza politica dettata anche dalla giovane età. Nel 2010 invece, dopo l'esperienza maturata alle provinciali, dopo altri cinque anni di amministrazione comunale, e quindi di potere, i voti sarebbero presumibilmente raddoppiati (come minimo!), o almeno quasi sempre va a finire così. Il profumo del volo è troppo vicino per non provare a spiccarlo. Ma ecco riemergere quel filo sottilissimo, il filo che dal presumibile e dal "quasi", sfocia... naufraga nella realtà. Le elezioni del 28 e 29 aprile del 2010, sentite tantissimo dal sindaco e dai suoi fedelissimi, recitano a Masiello 467 preferenze a Raviscanina, 1483 preferenze totali nel collegio. A cinque anni dalla prima grande sconfitta politica, il sindaco riesce non solo a non guadagnare voti, ma perfino a perderne. 416 in totale, 92 a Raviscanina. Il volo è ancora rimandato. Stavolta chissà a quando.
Ma c'è ancora un dato che va analizzato, il dato che, sono sicuro, fa più male di tutti. Ad oggi, infatti, non sono trascorsi ancora due anni dal 13 aprile 2008, data dei 728 voti alla lista Masiello, la più larga vittoria nella storia della nostra città. Eppure lo stesso Masiello, dopo due anni scarsi, deve fare i conti con un'emorragia di voti spaventosa almeno quanto la sua vittoria alle comunali nel 2008. Ermanno ha perso 261 voti in 700 giorni. Quasi uno ogni tre giorni. Numeri da ecatombe politica.
Questi i numeri. Questi i dati. Questi i fatti.
Solo partendo da queste realtà si può muovere a successive considerazioni. Ad esempio ci si potrebbe domandare il perchè di questo disastro. O meglio potrebbero domandarselo loro, perchè noi la risposta l' abbiamo e la scriviamo continuamente sul nostro blog dallo scorso 26 giugno, giusto per restare in tema di date. La motivazione si chiama immondizia, ma anche acqua, tasse barbaramente aumentate, inefficienza dei servizi, lavori pubblici assurdi, sprechi, disinteresse per la disoccupazione, farmacia chiusa, zero salvaguardia dell'ecologia e zero valorizzazione del territorio.
Ovviamente, sarei uno sprovveduto se non lo ammettessi, l'emorragia di voti è sicuramente frutto anche di alleanze poco remunerative da parte del dott. Ermanno. E' evidente che, nella lista Ordem y progreso, qualcuno abbia tirato acqua al proprio mulino. E i mulini, a quanto pare, sono tanti. Altro che speculare sulle dichiarazioni di voto (vere o presunte) di Quinzio! Invece di preoccuparsi dei voti dell'opposizione, sarebbe stato meglio cercare di assicurarsi i per nulla facili voti dei compagni di cordata. Voti che il sindaco, anche giustamente, ha calcolato come sicuri. Voti che però mancano. Ne mancano tantissimi.
E così ci si ritrova su quel filo sottilissimo, a un passo dall'esordio di una grande carriera politica finalmente fuori dai confini di Raviscanina. E così, dopo averlo oltrepassato, dopo aver fatto i conti con il risultato finale (quello che concreta il mistero delle parole), ci si ritrova a fronteggiare una sconfitta figlia di molte cause, non ultima la sfiducia subita dal tuo stesso gruppo elettorale.
Signori, è la politica. Si fa, e si subisce. In questo caso è lei, il filo sottilissimo. Il filo che fa delle parole e delle strategie un piacevole preludio all'invadenza dell'oggettività, all'ineluttabilità dell'imprescindibile risultato finale.
E questa volta è una Waterloo. Da ogni punto di vista.
gVn
P.S.: i dati sulle elezioni provengono dal sito internet del Ministero dell'Interno (www.interno.it).
P.S. 2: Auguri sinceri di buona Pasqua ai nostri lettori da parte dello staff di RaviscaninaVoceLibera.
Nemo propheta in patria?
RispondiElimina