FATTI, OPINIONI...E SUPPOSIZIONI

Il seguente, è un articolo di risposta ad un editoriale apparso su "Weblog tv" del giornalista Lorenzo Applauso, editoriale di cui pubblico il link:

http://www.caiazzorinasce.info/2009/07/piedimonte-matese-lorenzo-applauso.html


E’ da qualche giorno che leggo sul portale giornalistico “Altocasertano”, messaggi di solidarietà nei confronti di Agnese Ginocchio, senza però capirci granché. Come spesso succede, anche a livello nazionale, le opinioni sono tantissime, e i fatti latitano. Mancano le fonti, i nomi. Manca la notizia, cosa grave a mio avviso in un blog che si proclama “giornalistico”. Tant’è che per capirci qualcosa, nonostante il buon numero di post sull’argomento, ho dovuto spulciare un po’ su internet per apprendere quale fosse l’accusa e chi fossero gli accusatori. E l’arcano è stato risolto.

I FATTI Il giornalista del “Corriere di Caserta”, Lorenzo Applauso, ha pubblicato un editoriale sul blog di “Caiazzorinasce” (o perlomeno io l’ho letto da lì) nel quale, dopo un corposo incipit filo-berlusconiano, mette in discussione l’immagine, la posizione e il titolo di Agnese Ginocchio. Per quanto riguarda l’incipit, Applauso sostiene che non si può colpevolizzare il povero Silvio solo perché ha pulsioni sessuali, e che non possiamo ascrivere a Berlusconi tutte le disavventure del pianeta. Insomma, per l’Applauso il Presidente del Consiglio è un perseguitato. Nella seconda parte invece, il giornalista si chiede quale sia il futuro di Agnese, se davvero cioè sia interessata ai problemi sociali o se la “pace” sia solo un mezzo per ambire alla notorietà, alle targhe, ai riconoscimenti e ad eventuali poltrone politiche. Domanda retorica ovviamente, l’attacco è ben assestato e si chiude così: “chi ha conferito ad Agnese Ginocchio il titolo di Ambasciatrice della Pace?”

L’OPINIONE Innanzitutto, ricordo all’ Applauso che nessuno vieta agli uomini di desiderare le donne. Solo che se il “desideratore”, o per meglio dire, l’utilizzatore finale è il Presidente del Consiglio, cioè il politico più influente del nostro Paese, un uomo sposato, uno che predica i valori cristiani e della famiglia per poi farsi fotografare con prostitute nude sulle ginocchia, siamo davanti ad un uomo indifendibile. E tutto ciò senza ascrivergli la colpa del terremoto o del maltempo.
Per quanto riguarda Agnese, ricordo la prima volta che la incontrai: erano le vacanze di Natale, faceva molto freddo, e a Raviscanina, la mia città, divampava il caso “discarica abusiva”. Sì, proprio quello di “Striscia”. Ricordo che avevamo più volte sollecitato proprio il “Corriere di Caserta” per quella brutta faccenda, ma niente, tutto veniva cestinato miseramente. Non era importante, forse. Ci rivolgemmo così proprio ad Agnese che, attivandosi massimamente, contribuì a caldeggiare e, cosa più importante, a partecipare attivamente al servizio di “Striscia la Notizia”, esponendosi in prima persona laddove altri avevano preferito defilarsi per ovvi motivi.
Pochi giorni dopo, partecipammo insieme ad una cena di solidarietà in Piedimonte Matese: raccogliemmo circa mille euro, che bastarono a garantire una buona spesa a molte famiglie in difficoltà. Ricordo che al termine della cena, alle 23 circa, aveva voglia di raggiungere gli amici di Gallo Matese, impegnati in una fiaccolata per la pace. E non c’è bisogno di descrivere il clima invernale di Gallo Matese.
Da quella sera non ci siamo più visti, ma sono sicuro che ogni paese del casertano possa ricordare almeno una battaglia fatta insieme alla Ginocchio per salvaguardare quei diritti che non di rado vengono calpestati dai vari organi di potere, pubblico e occulto. Non so se sia interessata alle targhe e ai riconoscimenti, non mi interessa. Ho sempre pensato che per ottenere targhe e riconoscimenti “bastasse” meritarli con il lavoro sul campo e mi sento di affermare, con assoluta convinzione, che Agnese li ha meritati tutti, dal primo all’ultimo.
Criticando in maniera così forte la sua “immagine”, acquisita anche grazie ai numerosi premi ricevuti, si dubita anche degli organi emittenti dei premi stessi, perché ritenuti implicitamente incapaci.
La verità, invece, è che i premi fanno piacere a tutti e i motivi della loro emissione sono sempre validi e inopinabili. Proprio come il Premio Olmo, conferito allo stesso Lorenzo Applauso lo scorso anno in Raviscanina tra gli applausi e i complimenti vivissimi di tutti gli spettatori presenti alla manifestazione, me compreso.
E’ inutile quindi alimentare strani dubbi sulle persone, vedere il marcio dove non c’è, scambiare il desiderio di pace con il desiderio di protagonismo. Perché questo è un gioco brutto, fatto di sospetti, un gioco capace di coinvolgere chiunque, proprio perché basato su supposizioni capziose. Ad esempio, ora potrei supporre che l’ Applauso sia mosso, anziché dal desiderio di verità, da una fanciullesca forma di invidia verso chi possiede più “coppe”. Ma queste sono solo suggestioni. Suggestioni false ed inutili. Proprio come le sue.


gVn

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